Attualità

 

 

Riforma costituzionale - Quali le modifiche apportate dal DDL “Renzi-Boschi”

Il 4 Dicembre p.v. si terrà il Referendum popolare sulla riforma costituzionale contenuta nel Disegno di Legge 12 Aprile 2016, pubblicato sulla G.U. del  15/04/2016 n. 88, la così detta Legge “Renzi-Boschi”. Da quando  si è aperta la campagna elettorale, tutti i mass-media, quotidianamente, dibattono di questa riforma, chiamando in causa famosi costituzionalisti, esperti di diritto, professori universitari , giornalisti, parlamentari, ecc…, per sentire i loro pareri sulle novità in essa contenute e sulle ragioni del “sì” o del “no” al quesito referendario. Richiamandoci alla famosa locuzione latina “ melius est abundare quam deficere”, dal momento che anche tutti i nostri lettori saranno chiamati alle urne per pronunciarsi sulla  riforma, tramite referendum,  anche  il nostro giornale ha pensato fosse opportuno far  conoscere Loro,  se pur per sommi capi, cosa dice il testo di Legge e cosa cambia con le proposte della ministra Boschi.

Giova ricordare che la Costituzione Italiana fu promulgata il 27 Dicembre 1947 dall’allora Capo dello Stato, Enrico De Nicola (vedi foto) ed entrò in vigore il 1° Gennaio 1948. Negli anni che seguirono, vari sono stati i tentativi di modifica della nostra Carta. Solo per citarne alcuni: la riforma, nel 2001, del governo Amato al Titolo V; la modifica apportata all’art. 81 nel 2012 dal Governo Monti; la riforma “Berlusconi-Bossi”, bocciata poi dagli elettori con il referendum del 2006.

Gli elementi essenziali dell’attuale riforma costituzionale sono 4:  1) Superamento del bicameralismo perfettamente paritario; 2) Riduzione del numero dei senatori e taglio delle spese; 3) Revisione della suddivisione delle competenze tra Stato e Regioni; 4) Eliminazione del CNEL.

La Camera viene eletta a suffragio universale e diretto e si rinnova completamente alla scadenza del mandato. I Senatori, invece, sono eletti dai Consigli regionali e delle Province autonome, tenendo conto delle scelte dei cittadini. Il Senato è composto al massimo da 100 membri: 95 sono eletti con metodo proporzionale dai consiglieri regionali e i membri sindaci; 5 senatori sono nominati dal Presidente della Repubblica, per un mandato di massimo 7 anni, non rinnovabile. Per quanto riguarda lo status dei senatori, la durata del mandato deve coincidere con quella dei Consigli regionali dai quali sono eletti e ai senatori non spetta alcuna indennità per l’esercizio del mandato e le loro attività parlamentari.

La Camera dei Deputati diventerà l’unica assemblea legislativa e manterrà da sola il potere di votare la fiducia al Governo.

I Senatori avranno competenza legislativa per quanto riguarda le riforme costituzionali, le ratifiche dei Trattati Internazionali relative all’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea, le Leggi elettorali degli Enti Locali e quelle sui Referendum Popolari. Ai nuovi senatori spetterà anche il compito di esprimersi sulle Leggi di bilancio ma entro 15 giorni e con la maggioranza assoluta. Ogni Disegno di Legge approvato dalla Camera, verrà trasmesso al Senato, che entro 10 giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, potrà disporne l’esame - Nei 30 giorni successivi , il Senato potrà deliberare a maggioranza assoluta, proposte di modica del testo, sulle quali, in seguito, la Camera si pronuncerà in via definitiva, decidendo di accoglierle o respingerle. Le proposte di modifica riferite a progetti di legge in cui è prevista la “clausola di supremazia” , adottate dal Senato a maggioranza assoluta , sono superabili dalla Camera solo a maggioranza assoluta.

I tempi del procedimento legislativo vengono ridotti nel caso i DDL in materia di bilancio e di quelli in cui è prevista la clausola di supremazia, inoltre il Governo, per garantire una corsia preferenziale ai DDL essenziali per l’attuazione del suo programma, può chiedere la votazione entro e non oltre 70 giorni.

L’elezione del Presidente della Repubblica  - Il Capo dello Stato sarà eletto dai 630 deputati e dai 100 senatori. Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti, mentre al settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

Referendum e Leggi di iniziativa popolare - Per proporre un referendum serviranno 800 mila firme contro le 500 mila attuali - Dopo le prime 400 mila firme la Corte Costituzionale darà un parere preventivo di ammissibilità . Per quanto riguarda invece la presentazione di Leggi di iniziativa popolare, il numero di firme necessarie è triplicato, da 50 mila a 150 mila.

Le nomine dei giudici della Consulta -  I 5 giudici della Consulta non saranno più eletti dal Parlamento riunito in seduta comune ma verranno scelti separatamente dalle due Camere. Alla Camera 3, al Senato 2.

L’abolizione delle Province e del CNEL. - La riforma costituzionale prevede l’abrogazione totale dell’art. 99 della Costituzione, riguardante il CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro) . Dal testo della Carta viene eliminato anche il riferimento alle Province ma sono previste delle premialità per le Regioni “virtuose”, quelle cioè con i conti in regola.

Per ultimo, nell’articolo 55 della Costituzione entra un nuovo comma: “Le Leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere , promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”. Viene in questo modo rafforzato il principio della parità di accesso alle cariche elettive. (Michele Roselli)

 

Jogging su strada, ma occhio alle norme

 

MONTI DAUNI - Arriva l’estate e le nostre strade si affollano di persone volenterose che per affrontare la prova costume o semplicemente uscire dopo un lungo inverno in casa, si dedicano a fare jogging o semplicemente passeggiate, spesso fuori dal centro abitato, lontano da occhi indiscreti e dal traffico veicolare cittadino. (…) I benefici sono molteplici, a partire dalla riduzione della pressione arteriosa, la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e del diabete nonché il miglioramento della forma fisica. Ma ciò diventa negativo se poi il fitness viene praticato in malo modo, mettendo a repentaglio la propria vita e quella degli altri.

Ci viene in soccorso il Codice della Strada, il quale all’articolo 190 disciplina le “Norme di Comportamento” e nello specifico il “Comportamento dei Pedoni” da tenere nei centri abitati e soprattutto fuori dagli stessi.

(…)“… Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila”.

La ratio legis della norma è appunto quello di garantire l’incolumità del pedone mettendolo nelle condizioni di poter/dover vedere i veicoli che sopraggiungono frontalmente, ed evitare incidenti stradali. L’inosservanza della citata norma di comportamento determina la comminazione di una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25,00 a euro 100,00. 

A proposito di incidenti stradali, è opportuno tener presenti le recentissime novità normative in materia di “Omicidio Stradale” e di “Lesioni Personali stradali”, rispettivamente consacrate negli artt. 589-bis e 590-bis del c.p. . “Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con  violazione  delle  norme  sulla  disciplina della circolazione stradale e’ punito con  la  reclusione  da  due  a sette anni” e “Chiunque cagioni  per  colpa  ad  altri  una  lesione  personale  con violazione delle norme sulla disciplina della  circolazione  stradale e’ punito con la reclusione da tre mesi a  un  anno  per  le  lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime”.

Da una primissima e già confermata interpretazione delle citate norme, emerge chiaramente che laddove dovesse verificarsi un sinistro stradale in cui vi sia la chiara manifestazione del nesso causale tra la condotta irrispettosa del Codice della Strada tenuta dai pedoni e la conseguente morte o lesione personale di una persona, gli autori della condotta in violazione del Codice, saranno imputabili dei citati reati.

(…)  (Dr. Francesco Nota - Comandante Polizia Locale Deliceto - FG)

 

Intervista al nuovo Comandante della Stazione di Deliceto

del Corpo Forestale dello Stato

 

 

Ci dica qualcosa di sè.

Giovanni Fontanas, nato a Foggia, classe 1983, coniugato, 3 figli.

Dopo il diploma mi sono arruolato nell’Esercito, ed ho svolto tale ferma presso l’11° Reggimento Genio Guastatori, durante tale periodo ho partecipato presso la base Americana di Gricignano all’operazione anti  terrorismo “DOMINO”. Nel 2005

Ho frequentato il Corso di formazione per Operatori del Supporto Operativo Difesa Terrestre dell’Aeronautica Militare. Venivo successivamente impiegato con tale mansione presso il 32° Stormo Caccia Bombardieri e Rifornitori “Amendola”. Poi sono diventato Agente del Corpo Forestale dello Stato. Terminato il corso venivo impiegato presso il Comando Stazione Forestale di Peschici e successivamente di Manfredonia, Foggia e Monte Sant’Angelo. Vincitore del Concorso per Allievi Vice Ispettori del CFS (39° corso), finito il periodo addestrativo venivo assegnato alla Stazione Forestale di Deliceto con incarico di Comandante di Stazione.

 

Qual è il compito del Corpo Forestale dello Stato, anche alla luce della nuova riforma?

Il Corpo forestale dello Stato è una delle 5 Forze di polizia dello Stato ad ordinamento civile specializzata nella difesa del patrimonio agroforestale italiano e nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e dell’ecosistema e concorre nell’espletamento di servizi di ordine e sicurezza pubblica. Il Corpo forestale dello Stato svolge attività di polizia giudiziaria e vigila sul rispetto della normativa nazionale e internazionale concernente la salvaguardia delle risorse agroambientali, forestali e paesaggistiche e la tutela del patrimonio naturalistico nazionale, nonché la sicurezza agroalimentare, prevenendo e reprimendo i reati connessi ed è struttura operativa nazionale di protezione civile. Col ddl Madia approvato dal Parlamento nel 2015, il Corpo è stato assorbito nell’Arma dei Carabinieri, pur mantenendo la sua autonomia. La maggior parte del personale in blocco transiterà nell’Arma mantenendo Funzioni e Uffici completamente distaccati.

Che situazione ha trovato nella nostra zona? Come definirebbe la nostra realtà? Che criticità ha riscontrato?

Arrivando a Deliceto, ho notato subito problematiche completamente diverse rispetto a quelle del Gargano. Mentre sul Gargano erano maggiormente diffusi fenomeni di Criminalità Organizzata, le problematiche inizialmente riscontrate a Deliceto esattamente come a Bovino e Castelluccio dei Sauri riguardano per lo più cattive abitudini, di aziende e privati che poi sfociano in reati anche gravi. L’esempio più classico è quello dei rifiuti, con zone rurali con presenza di quantitativi modesti di rifiuti, tale fenomeno da non sottovalutare va comunque subito arrestato per non sfociare in reati più gravi che possono poi nuocere anche alla salute dei cittadini. Abbiamo già elevato decine di sanzioni sia amministrative (600 Euro per i rifiuti non pericolosi e Euro 1200 per quelli pericolosi) oltre ad aver provveduto a sequestri e deferimenti all’Autorità Giudiziaria per le situazioni più gravi, con presenza anche di rifiuti come l’eternit. Si è provveduto naturalmente anche al controllo di tagli boschivi e PSR con l’elevazione di sanzioni amministrative per alcune migliaia di Euro. Abbiamo inoltre iniziato il controllo per limitare il Dissesto Idrogeologico, scoprendo la mancata pulizia dei canali. Nel corso di questa settimana saranno contestate diverse sanzioni per violazioni al Regolamento Comunale.

Quali sono le linee guida della suo incarico? Quali le prime questioni da affrontare?

Per quanto riguarda le linee guida dell’attività del Comando Stazione, possiamo dividere tale attività in tre grossi campi. Il primo è quello derivante dal normale servizio d’Istituto e al contrasto ai fenomeni delittuosi che scopriamo nel quotidiano controllo del territorio. Il secondo ambito riguarda tutta l’attività di controllo derivante dalle deleghe da parte dell’Autorità Giudiziaria e dalle denunce e segnalazioni dei privati cittadini. Devo ammettere che dopo le prime sanzioni elevate tale attività sta diventando sempre più rilevante in quanto arrivano ormai quotidianamente segnalazioni da parte di cittadini ormai esasperati da problematiche che si sono protratte negli anni. Il terzo ambito, che chiude la cornice dell’attività operativa, è dettato con precisione dal Comando Provinciale del CFS di Foggia, dal quale arrivano diversi input divisi a seconda delle problematiche dei vari Comandi Stazione.

Che accoglienza ha avuto a Deliceto?

Per quanto riguarda l’accoglienza ricevuta, non posso che ringraziare le Colleghe della Stazione sempre presenti e disponibili, il Comandante Provinciale Dott.ssa MALASPINA, la quale ci guida in ogni nostra esigenza, i Sindaci dei Comuni di Deliceto, Bovino e Castelluccio dei Sauri, inoltre, posso affermare, ormai con relativa tranquillità che è stata probabilmente trovata dopo decenni di cambi sede, una soluzione definitiva, assegnando appunto al Comando Stazione di Deliceto l’ex Segreteria Scolastica. Gli ultimi dettagli stanno per essere risolti.

Ringraziamo il Comandante Fontanas, augurandogli un proficuo lavoro a tutela delle nostre comunità. (Gennaro Iossa)

 

Parla il Preside dell'Isituto Comprensivo di Deliceto prof. Gaetano De Masi

 

DELICETO - Siamo giunti alla fine di quest’anno scolastico, un anno di transizione essendo stato, l’istituto comprensivo di Deliceto  in reggenza e lo sarà anche l’anno prossimo, in attesa di ulteriori sviluppi sul nostro destino. Nel frattempo che “dall’alto”, come sempre, si prendano decisioni, abbiamo intervistato il Preside prof. Gaetano De Masi sull’andamento di quest’anno appena trascorso.

Preside è appena terminato l’anno scolastico, è tempo di bilanci. Cosa ne pensa dell’anno appena trascorso?

Beh, è stato un anno faticoso perchè la scuola è sempre più pervasa da burocrazia, scadenze....Ma è stato un anno positivo, sotto tutti gli aspetti, umano, relazionale, organizzativo.

Quali sono i miglioramenti apportati sotto il profilo organizzativo ed economico al nostro Istituto?

Sotto il profilo organizzativo abbiamo ripristinato l’assetto del corso musicale con effetti evidenti. Si è lavorato più serenamente nel pomeriggio pur con alcune carenze didattiche, compensate dall’apporto di qualche insegnante in particolare. Sotto il profilo economico la dirigenza ha cercato di raggiungere obiettivi di  efficienza, efficacia ed economicità. In particolare, si è risparmiato grazie all’utilizzo di fotocopiatori in comodato d’uso nei diversi plessi e razionalizzando il numero di copie per bambini, copie che, per alcuni gradi di scuola, prima, venivano effettuate fuori dalla scuola con un dispendio maggiore; si è usato tutto il materiale in possesso dell’Istituto (in alcuni casi ancora imballato!) per quanto riguarda la strumentazione necessaria a saggi e rappresentazioni teatrali, senza dover chiamare costosi server esterni.  

 

Fra le numerose attività svolte, a quale progetto c si sente “più legato”?

Di progetti e attività ne sono stati svolti e avviati tanti e sarebbe difficile riuscire ad elencarli. Forse quello al quale mi sento più legato è il progetto riguardante la realizzazione del giornale scolastico in quanto è un’attività a 360°, interdisciplinare e che valorizza molti aspetti non solo strettamente didattici ma anche umani come il lavoro di gruppo che favorisce la socializzazione.

L’anno prossimo, il nostro Istituto sarà ancora in reggenza. C’è la possibilità che lei resti qui?

Io rifarò la domanda per essere ancora qui perchè tanti mi chiedono di restare avendo visto dei miglioramenti nell’accoglienza, nella risoluzione di problemi e nella trasparenza (sorteggi pubblici nella formazione delle classi, formazione di sezioni omogenee...). Anche perchè la porta del mio ufficio era sempre aperta. Inoltre ho avuto la collaborazione ed il supporto qualificato della segreteria, di docenti e del consiglio d’istituto .

 

Tralasciando i difetti, un pregio che ha riscontrato nella nostra comunità scolastica.

Ho notato che nel paese c’è tanta energia, tanta voglia di fare. L’ho notato nei ragazzi che hanno voglia di impegnarsi in tante attività (teatro, giornalino,...) ma anche nei docenti che individuano la presenza del dirigente scolastico come stimolo e supporto alle attività scolastiche. (Mimmo Lipsi)

I nostri boschi: un patrimonio da tutelare

 

 

MONTI DAUNI - “Selva romita e oscura…” scriveva S. Alfonso che, antesignano di Leopardi, paragonava il bosco della Consolazione al suo animo.

Quel bosco fece diventare il convento ivi allocato uno dei “sanatori” della Congregazione del SS. Redentore per chi aveva problemi respiratori, tanto benefica era la sua aria e tanto salubre il suo clima.

Ma quella è solo una delle aree verdi che caratterizzano i nostri bei Monti Dauni.

I nostri boschi sono stati da sempre riserva di caccia, da ultimo dei Borboni, che in queste zone venivano a trascorrere liete battute con amici e corte.

Se allarghiamo lo sguardo a tutta la Puglia, non possiamo non notare che la Provincia di Foggia è assolutamente unica nel panorama regionale.

Intanto, le uniche zone montuose si trovano in provincia di Foggia, e sono prevalentemente quelle dei Monti dauni.

Se la nostra regione ha una superficie collinare per il 45,3% e montuosa solo per l’1,5%, i maggiori rilievi montuosi proprio nei Monti Dauni: Monte Cornacchia (1152 mt.) e Monte Crispignano (1105 mt). I nostri Monti dauni vantano ben 11 cime superiori ai 1000 metri, pur essendo, la nostra Regione, quella con meno superficie boscosa d’Italia (circa il 7,5%).

E i nostri monti Dauni si distinguono innanzitutto per le zone verdi e boscose, l’ideale confine della Puglia, che riesce a coniugare mare e sole con natura e montagna.

Aggregando i dati: gli amanti della natura incontaminata, devono venire per forza sui Monti Dauni. Devono... o dovrebbero.

Le nostre zone mancano ancora di attrattività e servizi al turismo e questo perché ci siamo fermati poco davanti ad una cartina geografica.

I nostri boschi sono rimasti gli unici a ricordarci la nostra tipicità, testimonianza del passato e monito per il futuro. Ne avremo sempre più bisogno, perché la temperatura si sta innalzando e l’aria è sempre più inquinata.

I nostri boschi vanno tutelati, perché sono ricchezza, memoria, cultura, identità, prospettiva. Le coltivazioni selvagge li stanno facendo scomparire e l’incuria sta facendo il resto.

Dal 15 giugno è in vigore il periodo di massima pericolosità incendi, secondo il DPGR Puglia n. 118 del 3-3-2016. Cinque utili pagine rivolte ad ogni cittadino, e massimamente a noi, abitanti della zona più montana e boscosa della Puglia.

Orbene, se sotto un albero Newton scoprì la legge della gravitazione universale, perché una mela gli cadde in testa, sediamoci anche noi più spesso sotto un bel pino, amministratori locali in testa. E se una pigna ci sveglia dal torpore, ricordiamoci che ci sta dicendo chi siamo, perché siamo speciali e che dobbiamo fare per restarlo. Impareremo a far gravitare i turisti e noi stessi attorno all’autenticità.

Per conoscere meglio il bosco di Accadia, uno dei più estesi della zona, abbiamo intervistato la dott. Dottoressa Filomena Barra.  (Gennaro Iossa)

Il Bosco di Accadia

Intervista alla dott.ssa Filomena Barra

Di quanti ettari è composto il bosco di Accadia?

Il territorio di Accadia, tra privato e pubblico, conta 472,71 ettari di bosco. I boschi più importanti per estensione e per importanza dal punto di vista ambientale e turistico sono: Bosco Paduli, Difesa delle Coste e formazioni a Salix alba e Populs alba del torrente Frugno, con massima espressione dal punto di vista ambientale nella località di Pietra di Punta.

Quali sono le specie arboree presenti?

Le specie arboree prevalenti sono le querce caducifoglie, Quercus pubescens L. (Roverella) e Quercus cerris L. (Cerro); ma sono presenti tantissime altre specie compagne delle due specie principali. Inoltre, Accadia vede nel suo territorio varie formazioni vegetali tra le quali quelle fluviali – ripariali del torrente Frugno dove la varietà delle specie aumenta in maniera enorme in quanto formazioni più ricche di biodiversità. Tra queste formazioni le specie più presenti sono Salix alba (Salice bianco) e Popolus alba (pioppo bianco).

Quali sono le specie faunistiche che popolano i nostri boschi? 

Tra gli uccelli abbiamo: Picchiaiolo, Nibbio bruno, Nibbio reale, Albanella minore, Poiana, Gheppio, Lodolaio, Fagiano, Beccaccia, Colombaccio, Tortora, Cuculo, Barbagianni, Civetta, Allocco, Rondone, Martin pescatore, Upupa, Picchio verde, Picchio rosso maggiore, Allodola, Rondine, Scricciolo, Pettirosso, Usignolo, Merlo, Usignolo di fiume, Capinera, Cinciarella, Cinciallegra, Ghiandaia, Gazza, Cardellino. Invece tra i rettili e anfibi abbiamo: Tritone crestato, Tritone italiano, Ululone dal ventre giallo, Rospo comune, Raganella, Rana verde, Rana italiana, Testuggine di Hermann, Orbettino, Ramarro, Lucertola muraiola, lucertola campestre, Biacco, cervone, Saettone occhirossi, Natrice dal collare, Natrice tassellata, Vipera comune. Per quanto riguarda i mammiferi ci sono il riccio europeo, il toporagno comune, il toporagno nano, la talpa europea, il pipistrello comune, la lepre, il lupo, quest’ultimo avvistato proprio qualche mese fa, la volpe, il tasso, la donnola, la faina e il cinghiale. Infatti, nelle nostre zone è molto sviluppata la caccia al cinghiale.

Qual è lo stato di conservazione del bosco?

La conservazione del bosco è tutto sommato buona, anche se la mancanza di interventi selvicolturali comincia a farsi notare soprattutto nei popolamenti di querce caducifoglie, che soffrono la mancanza di cura, con presenza di attacchi fungini. I boschi, per quanto possano essere considerati ambienti naturali, sono il frutto dell’azione dell’uomo nella loro attuale composizione e, per mantenerli così come sono stati strutturati, vanno curati. Quindi, gli interventi per lo meno fitosanitari dovrebbero essere eseguiti.

Negli ultimi anni quanti ettari sono andati persi per incendi o abusivo disboscamento?

Gli ettari persi per gli incendi sono circa 30 nel comune di Accadia. Bisognerebbe effettuare i tagli di bonifica per permettere al bosco di riprendersi sia i propri spazi che la propria vitalità.

Cosa si fa e cosa si può fare in più per salvaguardare il bosco?

Interventi di salvaguardia, in realtà, non ne vengono praticati. La natura riesce a sopravvivere e difendersi da sola, ma comunque andrebbero effettuati interventi di salvaguardia per far si che i nostri boschi possano essere fruibili in tutta sicurezza.

Quali sono le attività poste in essere per trasformare il bosco, risorsa ambientale, in risorsa economica e turistica?

Nel bosco Paduli e Difesa delle Coste sono stati ristrutturati i due Casoni ivi allocati. Ora bisogna vedere se gli stessi verranno dati in affidamento per essere sfruttati in modo turistico

Esistono aree attrezzate?

Uniche aree attrezzate presenti nei boschi di Accadia sono il percorso ginnico ed il parco giochi installati nel rimboschimento Vassalli ma, attualmente, non sono fruibili per problemi tecnici. Un’altra zona attrezzata, è quella del bosco Paduli dove, nella parte sottostante la strada principale, si sviluppa un’area pic-nic, mentre nella parte sovrastante la strada sono state attrezzate alcune micro aree, purtroppo spesso, preda di vandali.

Quali sono gli eventi organizzati nel bosco?

Presso il bosco Paduli, si svolge una delle 3 giornate del festival Blues, che si tiene verso la fine di luglio, ormai tappa fissa per gli amanti del genere. Inoltre si organizzano, sempre nel periodo estivo, alcuni altri eventi, come ad esempio il Festival PadulInFest, giunto alla sua seconda edizione. Il Bosco diventa meta turistica durante la giornata dell’Angelo, Pasquetta. (Nicola Gesualdo)

ELCE

Periodico d’informazione sociale e culturale di Accadia, Bovino, Castelluccio dei Sauri, Deliceto e Sant’Agata di Puglia

Autorizzazione del Tribunale di Foggia n° 17/P/2006

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Vice Direttore: Michele Roselli
Redazione: Pasquale Capano, Francesco Bellebuono, Alessandro Frano, Mattia Mascia, Domenico Lipsi
Collaboratori: Anna Maria Gesualdi, Antonietta Petrella, Maria Concetta Bisanti, Teresa Bizzarro, Mariagrazia Bonuomo, Antonella Capano, Carmelino Capano, Gennaro Chiappinelli, Angela Chinni, Pietro Doto, Elena Frisoli, Gennaro Iossa, Nicola Gesualdo, Raffaele Marseglia, Paolo Carmine Pacella, Orazio Sgambati, Giovanni Schiavone
Progetto Grafico: Pasquale Capano
Fotografo: Pina Suriano e Filippo Bonuomo
Vignettista: Rosanna Grisorio e Erica Suriano
Stampa: Ennio Cappetta & C. s.r.l. - Foggia

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