I nostri boschi: un patrimonio da tutelare

 

 

MONTI DAUNI - “Selva romita e oscura…” scriveva S. Alfonso che, antesignano di Leopardi, paragonava il bosco della Consolazione al suo animo.

Quel bosco fece diventare il convento ivi allocato uno dei “sanatori” della Congregazione del SS. Redentore per chi aveva problemi respiratori, tanto benefica era la sua aria e tanto salubre il suo clima.

Ma quella è solo una delle aree verdi che caratterizzano i nostri bei Monti Dauni.

I nostri boschi sono stati da sempre riserva di caccia, da ultimo dei Borboni, che in queste zone venivano a trascorrere liete battute con amici e corte.

Se allarghiamo lo sguardo a tutta la Puglia, non possiamo non notare che la Provincia di Foggia è assolutamente unica nel panorama regionale.

Intanto, le uniche zone montuose si trovano in provincia di Foggia, e sono prevalentemente quelle dei Monti dauni.

Se la nostra regione ha una superficie collinare per il 45,3% e montuosa solo per l’1,5%, i maggiori rilievi montuosi proprio nei Monti Dauni: Monte Cornacchia (1152 mt.) e Monte Crispignano (1105 mt). I nostri Monti dauni vantano ben 11 cime superiori ai 1000 metri, pur essendo, la nostra Regione, quella con meno superficie boscosa d’Italia (circa il 7,5%).

E i nostri monti Dauni si distinguono innanzitutto per le zone verdi e boscose, l’ideale confine della Puglia, che riesce a coniugare mare e sole con natura e montagna.

Aggregando i dati: gli amanti della natura incontaminata, devono venire per forza sui Monti Dauni. Devono... o dovrebbero.

Le nostre zone mancano ancora di attrattività e servizi al turismo e questo perché ci siamo fermati poco davanti ad una cartina geografica.

I nostri boschi sono rimasti gli unici a ricordarci la nostra tipicità, testimonianza del passato e monito per il futuro. Ne avremo sempre più bisogno, perché la temperatura si sta innalzando e l’aria è sempre più inquinata.

I nostri boschi vanno tutelati, perché sono ricchezza, memoria, cultura, identità, prospettiva. Le coltivazioni selvagge li stanno facendo scomparire e l’incuria sta facendo il resto.

Dal 15 giugno è in vigore il periodo di massima pericolosità incendi, secondo il DPGR Puglia n. 118 del 3-3-2016. Cinque utili pagine rivolte ad ogni cittadino, e massimamente a noi, abitanti della zona più montana e boscosa della Puglia.

Orbene, se sotto un albero Newton scoprì la legge della gravitazione universale, perché una mela gli cadde in testa, sediamoci anche noi più spesso sotto un bel pino, amministratori locali in testa. E se una pigna ci sveglia dal torpore, ricordiamoci che ci sta dicendo chi siamo, perché siamo speciali e che dobbiamo fare per restarlo. Impareremo a far gravitare i turisti e noi stessi attorno all’autenticità.

Per conoscere meglio il bosco di Accadia, uno dei più estesi della zona, abbiamo intervistato la dott. Dottoressa Filomena Barra.  (Gennaro Iossa)

Il Bosco di Accadia

Intervista alla dott.ssa Filomena Barra

Di quanti ettari è composto il bosco di Accadia?

Il territorio di Accadia, tra privato e pubblico, conta 472,71 ettari di bosco. I boschi più importanti per estensione e per importanza dal punto di vista ambientale e turistico sono: Bosco Paduli, Difesa delle Coste e formazioni a Salix alba e Populs alba del torrente Frugno, con massima espressione dal punto di vista ambientale nella località di Pietra di Punta.

Quali sono le specie arboree presenti?

Le specie arboree prevalenti sono le querce caducifoglie, Quercus pubescens L. (Roverella) e Quercus cerris L. (Cerro); ma sono presenti tantissime altre specie compagne delle due specie principali. Inoltre, Accadia vede nel suo territorio varie formazioni vegetali tra le quali quelle fluviali – ripariali del torrente Frugno dove la varietà delle specie aumenta in maniera enorme in quanto formazioni più ricche di biodiversità. Tra queste formazioni le specie più presenti sono Salix alba (Salice bianco) e Popolus alba (pioppo bianco).

Quali sono le specie faunistiche che popolano i nostri boschi? 

Tra gli uccelli abbiamo: Picchiaiolo, Nibbio bruno, Nibbio reale, Albanella minore, Poiana, Gheppio, Lodolaio, Fagiano, Beccaccia, Colombaccio, Tortora, Cuculo, Barbagianni, Civetta, Allocco, Rondone, Martin pescatore, Upupa, Picchio verde, Picchio rosso maggiore, Allodola, Rondine, Scricciolo, Pettirosso, Usignolo, Merlo, Usignolo di fiume, Capinera, Cinciarella, Cinciallegra, Ghiandaia, Gazza, Cardellino. Invece tra i rettili e anfibi abbiamo: Tritone crestato, Tritone italiano, Ululone dal ventre giallo, Rospo comune, Raganella, Rana verde, Rana italiana, Testuggine di Hermann, Orbettino, Ramarro, Lucertola muraiola, lucertola campestre, Biacco, cervone, Saettone occhirossi, Natrice dal collare, Natrice tassellata, Vipera comune. Per quanto riguarda i mammiferi ci sono il riccio europeo, il toporagno comune, il toporagno nano, la talpa europea, il pipistrello comune, la lepre, il lupo, quest’ultimo avvistato proprio qualche mese fa, la volpe, il tasso, la donnola, la faina e il cinghiale. Infatti, nelle nostre zone è molto sviluppata la caccia al cinghiale.

Qual è lo stato di conservazione del bosco?

La conservazione del bosco è tutto sommato buona, anche se la mancanza di interventi selvicolturali comincia a farsi notare soprattutto nei popolamenti di querce caducifoglie, che soffrono la mancanza di cura, con presenza di attacchi fungini. I boschi, per quanto possano essere considerati ambienti naturali, sono il frutto dell’azione dell’uomo nella loro attuale composizione e, per mantenerli così come sono stati strutturati, vanno curati. Quindi, gli interventi per lo meno fitosanitari dovrebbero essere eseguiti.

Negli ultimi anni quanti ettari sono andati persi per incendi o abusivo disboscamento?

Gli ettari persi per gli incendi sono circa 30 nel comune di Accadia. Bisognerebbe effettuare i tagli di bonifica per permettere al bosco di riprendersi sia i propri spazi che la propria vitalità.

Cosa si fa e cosa si può fare in più per salvaguardare il bosco?

Interventi di salvaguardia, in realtà, non ne vengono praticati. La natura riesce a sopravvivere e difendersi da sola, ma comunque andrebbero effettuati interventi di salvaguardia per far si che i nostri boschi possano essere fruibili in tutta sicurezza.

Quali sono le attività poste in essere per trasformare il bosco, risorsa ambientale, in risorsa economica e turistica?

Nel bosco Paduli e Difesa delle Coste sono stati ristrutturati i due Casoni ivi allocati. Ora bisogna vedere se gli stessi verranno dati in affidamento per essere sfruttati in modo turistico

Esistono aree attrezzate?

Uniche aree attrezzate presenti nei boschi di Accadia sono il percorso ginnico ed il parco giochi installati nel rimboschimento Vassalli ma, attualmente, non sono fruibili per problemi tecnici. Un’altra zona attrezzata, è quella del bosco Paduli dove, nella parte sottostante la strada principale, si sviluppa un’area pic-nic, mentre nella parte sovrastante la strada sono state attrezzate alcune micro aree, purtroppo spesso, preda di vandali.

Quali sono gli eventi organizzati nel bosco?

Presso il bosco Paduli, si svolge una delle 3 giornate del festival Blues, che si tiene verso la fine di luglio, ormai tappa fissa per gli amanti del genere. Inoltre si organizzano, sempre nel periodo estivo, alcuni altri eventi, come ad esempio il Festival PadulInFest, giunto alla sua seconda edizione. Il Bosco diventa meta turistica durante la giornata dell’Angelo, Pasquetta. (Nicola Gesualdo)

ELCE

Periodico d’informazione sociale e culturale di Accadia, Bovino, Castelluccio dei Sauri, Deliceto e Sant’Agata di Puglia

Autorizzazione del Tribunale di Foggia n° 17/P/2006

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